1° - 2° Giorno: Italia – Yangon
Partenza dall’Italia per Yangon con voli di linea. Arrivo in Birmania, accoglienza da parte dell’organizzazione locale, trasferimento in hotel e quindi visita della città.
Yangon, la capitale del Myanmar, venne fondata nel 1755 ed è una delle più affascinati capitali asiatiche. La città ha 5 milioni di abitanti di etnie diverse che
convivono pacificamente: indiani, birmani, cinesi principalmente, ed è un affascinante misto di costruzioni di diversi stili: inglese del periodo vittoriano,
cinese, birmano, indiano. Si passa nei bei viali costeggiati da case coloniali, imponenti palazzi vittoriani, pagode, templi cinesi, moschee e chiese. Visita alla
grande pagoda Shwedagon simbolo del Paese, una meraviglia di armonia e splendore. E’ il centro del buddhismo theravada; costruita su una collina alla
quale si accede da quattro immense scalinate, è costituita da un’enorme cupola di lamina d’oro con migliaia di pietre preziose. Attorno si ergono molte altre pagode
minori, piccoli stupa e templi. I fedeli inginocchiati che pregano, l’aria che profuma di incenso e il silenzio creano un’atmsfera estremamente mistica. Cena di
benvenuto in ristorante tipico con spettacolo di danze birmane. Pernottamento in hotel. (in funzione dell’orario di arrivo a Yangon, la visita della città potrebbe
essere spostata ad un altro giorno)
3°-4° Giorno: Yangon – Bagan
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per il volo Yangon / Bagan. Arrivo e sistemazione in hotel. Bagan è uno straordinario parco archeologico tra i
più affascinanti di tutta l’Asia. In un immenso museo all’aperto, disseminati nella valle del fiume Ayeyarwady, si trovano migliaia di santuari, stupa, templi e
monasteri. Qui sorgeva Bagan, fiorente capitale del regno Birmano fra l’XI e il XIII secolo. Capitale dell'impero birmano per oltre due secoli, fu fondata nel 1044
e sotto la spinta del fervore religioso, la corte diede il via alla costruzione di migliaia di templi (4.446) i cui muri interni erano per la maggior parte decorati da
splendidi affreschi. La zona archeologica copre un’area di 42 kmq, in cui si trovano più di 2000 pagode. Nelle quasi due giornate a nostra disposizione
avremo l’opportunità di visitare numerose pagode, tra cui la splendida Shwezigon pagoda, il cui stupa a forma di campana è diventato il prototipo architettonico per
la costruzione di tutte le altre pagode; i templi più importanti e scenografici, come ad esempio Ananda e Manuha; la fabbrica della lacca, tipica espressione
artigianale di Bagan. Ci “immergeremo” di primo mattino nel coloratissimo mercato di Nyaung-Oo: montagne di peperoncini rossi e di fragrante cannella,
casse di frutti tropicali, mango e durian (stranissimo frutto dall’odore sgradevole), pesce seccato e frutti di mare, erbe medicinali e misteriosi miscugli in bottiglia.
Utilizzeremo il calesse per esplorare la campagna circostante, attraverso i villaggi e intorno alle pagode, nell’attesa del suggestivo tramonto dall'alto di una pagoda
sulla pianura da cui svettano migliaia di templi: un momento che rimarrà impresso nella memoria. Cene in ristorante con un interessante spettacolo di marionette
locali. Pernottamenti a Bagan in hotel.
5° Giorno: Bagan – Mandalay
Trasferimento via terra a Mandalay attraversando l’interessante entroterra del centro Birmania, tra villaggi, campi coltivati, e boschetti di palme. Arrivo per
l’ora di pranzo. I continui spostamenti della capitale caratterizzano la storia della Birmania. Mandalay è l'ultima capitale reale birmana prima dell'avvento
dell'impero coloniale britannico. Essa fu costruita in tempi relativamente recenti (1857) su uno spazio libero, in pianura, quando il re Mindon decise di trasferircisi,
abbandonando la precedente capitale Amarapura, lontana solo 12 km. Al centro della città si trova il palazzo reale, ben protetto da un possente muro di cinta e da
un fossato. Tutto intorno, la città si allarga lungo strade parallele e alter perpendicolari, dividendosi in quartieri ben squadrati. Pur andando trasformandosi
in città moderna, Mandalay rimane luogo sacro per eccellenza, con la presenza del maggior numero di monaci della Birmania e un grande numero di pagode e
monumenti religiosi. Ha una notevole rilevanza culturale ed è culla delle arti e dell'artigianato birmano: intagliatori di avorio, legno, pietra, scultori, tessitori, gioiellieri vi lavorano e vendono i loro prodotti, permettendo ai visitatori di osservare le varie fasi della lavorazione. Varie costruzioni testimoniano gli antichi
splendori dell’ultimo regno birmano. Si visiterà il monastero detto “Palazzo d’oro”, dai raffinati intarsi in legno, e si potrà ammirare il tramonto dalla collina
di Mandalay che domina tutta la città. Visita ai laboratori degli artigiani che con metodo antico e inalterato, forgiano le sfoglie d’oro da applicare per uso religioso
sulle statue di Buddha. Sistemazione e cena in hotel a Mandalay.
6° Giorno: Mandalay – Amarapura – Mingun - Mandalay
Giornata dedicata alla visita, in prossimità di Mandalay, di un’altra antica capitale: Amarapura, cittadina molto interessante per l’atmosfera tipica birmana,
con centinaia di monasteri, ospita il più grande monastero del Paese, il Mahagandayon dove più di mille monaci vivono oggi e sarà l’occasione per
osservare la loro vita all’interno del monastero. La vita del monaco buddhista è molto dura e prevede solo 2 pasti all’alba e in mattinata. Lì accanto si può
passeggiare sul vecchio ponte pedonale tutto in legno di tek, lungo 2 km, che attraversa come una passerella il lago di Amarapura. Nel pomeriggio escursione a
Mingun in barca navigando l’Ayeyarwaddy, il principale corso d’acqua del paese. Si ammirano nel villaggio: un’enorme pagoda rimasta incompiuta simile oggi a un’enorme montagna di mattoni, una campana in bronzo di dimensioni colossali, considerata la più grande del mondo e una pagoda a spirale con 8 terrazze
concentriche simbolo del mitico Monte Meru del Nirvana, testimonianza della grandezza e delle ambizioni dei re del passato. Cena in ristorante locale e
pernottamento a Mandalay.
7° Giorno: Mandalay – Kengtung
Trasferimento all’aeroporto e partenza con volo per Kengtung. Arrivo nella cittadina capitale dello stato Shan, costruita attorno a un lago e circondata da
montagne ricoperte da foreste vergini. Qui vivono 37 raggruppamenti di varie e interessanti etnie, dette genericamente le tribù del "Triangolo d'oro" al confine con
Laos, Thailandia e Yunnan cinese. Il territorio montuoso della regione offer inoltre condizioni ideali per la coltivazione del papavero da oppio. Si dice che Kengtung sia stata fondata 1000 anni orsono ed è ricca di antiche pagode, temple e monasteri. Così scrisse Tiziano Terzani in “Un Indovino mi disse” in occasione di una breve visita a Kengtung: “…improvvisamente ci trovammo dinanzi a una vasta ariosa valle al centro della quale le sagome bianche delle pagode, quelle
marrone delle case di legno e quelle verde scuro dei grandi alberi della pioggia erano come ritagli di carta contro uno sfondo di nebbia che l’ultimo sole rendeva
ora rosa, ora d’oro. Kengtung era evanescente, senza corpo, come il ricordo di un sogno: una visione senza tempo…”.Cena in ristorante locale e pernottamento
in hotel.
8°-9° Giorno: Kengtung (le popolazioni del Triangolo d’oro)
Due intere giornate dedicate alle minoranze etniche che vivono nei dintorni di Kengtung. Visita all’interessante mercato di Kengtung dove si incontrano le tribù
locali che raggiungono giornalmente il mercato provenendo dai loro villaggi. Si parte poi per la visita delle tribù più interessanti del triangolo d'oro birmano, al di
fuori delle zone abitualmente frequentate dai turisti, con usanze e costume tradizionali affascinanti, ancora intoccati dal consumismo occidentale. Con brevi
e facili trekking si raggiungono gli interessanti villaggi dell’etnia Palaung, dove 3-4 famiglie insieme vivono nelle long-houses. Il costume delle donne è rosso e
nero e portano 3 cinture in vita di differenti materiali. Non trascureremo i villaggi isolati delle tribù di montagna appartenenti ai gruppi etnici degli Akha, dagli
splendidi vestiti e copricapi adorni di monete d'argento alcune datate ai primi del novecento. L’etnia Eng detta "denti neri" per l'abitudine di masticare betel, che
utilizza bei monili d’argento, e quindi i Lahu. Pranzo al sacco. Rientro a Kengtung. Cena in ristorante locale. Pernottamento.
10° Giorno: Kengtung – Heho – Lago Inle
Ancora una mezza giornata dedicata a Kengtung. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e volo per Heho, sempre nello stato Shan, che è il più vasto del
Myanmar, si estende per 500 km. da Mandalay fino ai confini laotiano e cinese e si distingue per i bei paesaggi montani. Rinomata per il suo clima mite, l'intera
regione è coltivata a frutta e verdura ed è da qui che proviene la maggior parte del teak, il prezioso legname di cui il Myanmar è il principale esportatore mondiale.
Trasferimento al lago Inle attraverso un percorso panoramico tra verdeggianti montagne. Cena e pernottamento in hotel.
11° Giorno: Lago Inle
Intera giornata dedicata alla visita del lago Inle. Dopo la prima colazione partenza in barca per l’interessante escursione sul lago. E’ uno specchio d’acqua poco
profondo, dai fondali pescosi, di una ventina di chilometri di lunghezza e una decina nel suo punto più largo. I villaggi sull’acqua, abitati dalla popolazione
Intha, “i figli del lago” sono costruiti su palafitte con strutture portanti in legno e foglie intrecciate di bambù essiccato per tetti e pareti. In totale simbiosi con
l’acqua, questi villaggi costituiscono un ecosistema perfetto, dove natura e attività umana si fondono in armonia: il risultato è di straordinaria bellezza. Con le barche si girerà fra le palafitte che ospitano abitazioni e botteghe dove si lavora in modo tradizionale e tra i giardini galleggianti: con le alghe e il fango del fondale gli Intha hanno creato piccoli appezzamenti che vengono ancorati al fondale con lunghe canne di bambù. Sopra crescono rigogliosi pomodori, carote, cavoli,
zucchine, ogni genere di ortaggi. Si effettuerà anche la visita al monastero Nga Phe Kyaung, interamente in teak e poggiato su 654 palafitte. Ci si sposta sempre
in barca incrociando le canoe a un remo che gli Intha spingono in piedi, usando un braccio e una gamba. Lungo i canali c’è chi fa il bucato o si fa il bagno, mentre I bufali, impiegati per coltivare la terraferma della costa, si godono l’ammollo. Visita dell’importante pagoda Paung da Oo, il santuario più importante di tutta la
regione, dove si incontrano anche rappresentanti di varie tribù che scendono dalle montagne per il commercio o per pregare. Navigazione fino a Inthein, un sito
raramente visitato e ricco di fascino: molto suggestivi il monastero e la foresta di stupa bianchi del XVII e XVIII secolo che lo circondano. Cena e pernottamento in
hotel.
12° Giorno: Lago Inle – grotte di Pindaya - Kalaw
Prima colazione e partenza per Pindaya attraverso splendidi paesaggi, risaie di montagna e villaggi abitati da minoranze etniche. Visita alle famose grotte
calcaree di Pindaya, affacciate sul lago Boutaloke. All’interno di questo luogo sacro, meta di pellegrinaggi, sono state poste più di 8.000 immagini del Buddha:
di diverse forme e dimensioni, in tek, alabastro, lacca, mattoni. Le statue, molto pregevoli anche dal punto di vista artistico, sono collocate in nicchie, in un
labirinto di stalattiti e stalagmiti, illuminate dalla fioca luce delle candele che crea un’atmosfera di grande suggestione. Proseguimento per Kalaw, località di
villeggiatura famosa al tempo coloniale per il suo clima di montagna, le foreste di abeti e i bei panorami. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
13° Giorno: Heho - Yangon
Trasferimento in aeroporto a Heho e volo per Yangon. Si conclude la visita della città di Yangon, la capitale del Myanmar, detta la "citta'-giardino"
per la ricca vegetazione e i due bei laghi su cui è costruita. Visita alla pagoda Sule al centro città, circondata dalla consueta galleria di negozietti
che vendono di tutto. Visita al quartiere coloniale e al porto. Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio passeggiata a Chinatown, il classico quartiere cinese trafficato di ricsciò e bancarelle con ogni genere di articoli, di templi dipinti di rosso e dagli incensi fumanti, ristorantini, piccoli artigiani ecc.. Sosta infine per un piacevole shopping al Bogyoke Aung San Market dove sbizzarrirsi nei duemila negozietti che vendono oggetti di lusso e di uso quotidiano, oltre all'artigianato tipico di tutto il Paese. Cena e pernottamento in hotel.
14° Giorno: Yangon - partenza
Giornata libera di relax in piscina a Yangon o visite facoltative in città. Pasti liberi. In serata trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia.
15° Giorno: Italia
Arrivo in giornata in Italia.